La trattoria Della "Sora Maria", ultimo baluardo del quartiere di Civitavecchia chiamato "il Ghetto" (XVII secolo), è una tra le poche testimonianze supestiti delle gloriose "osterie con cucina" che hanno caratterizzato il tessuto urbano della città fino all'epoca del cosidetto boom economico degli anni settanta del XX secolo. Il locale era stato aperto come "osteria con merenda" nella seconda metà dell'Ottocento a spese di Giosafat Vignanelli, padre degli scultori civitavecchiesi Fernando, don Francesco e Ferruccio, che intendeva dare una sistemazione alla vedova di un suo cognato scomparso prematuramente. La donna, Zelinda Valentini ved. Di Francesco, condusse l'esercizio fino agli inizi del Novecento, allorchè, passata a seconde nozze, si ritirò ed affidò momentaneamente la gestione a terzi.
Nel 1925 il figlio di Zelinda, Corrado, essendo in procinto di sposare la giovane Maria Paoletti, nata nel 1904 a Valdolmo di Sassoferrato ma residente a Santa Marinella, ed avendo in animo di abbandonare l'attività del marinaio sulle navi mercantili che lo costringeva a stare per lunghi periodi lontano dalla famiglia, chiese alla madre di affidare a lui l'osteria.La licenza venne intestata però alla Paoletti, che da quel momento in poi divenne per tutti e per sempre la "Sora Maria". La donna trasformò l'esercizio in una piccola trattoria per aficionados della buona tavola casalinga, curandone personalmente la gestione fino al 1976.